Rimembranze d’Inchiostro
Maria Concetta Arezzi mentre scrive in biblioteca

DENTRO LA POESIA

Non chiamatemi poeta:
rispondo solo a un richiamo

Spesso mi viene chiesto cosa significhi per me scrivere. La risposta più sincera che posso dare è una: io non mi reputo un poeta. Non troverete nei miei versi la ricerca di una tecnica accademica o l’ambizione di un titolo letterario. Troverete, molto più semplicemente, me stessa.

Credo profondamente nella fantasia e nella purezza della poesia, eppure sento che non è qualcosa che si sceglie a tavolino: è una voce che chiama da dentro, un moto a cui alla fine, quasi senza volerlo, non si può fare a meno di rispondere.

Queste tre poesie racchiudono l’anima dei sette libri della mia collana: sono la chiave per entrare nel mio mondo.

Non sono poeta

Io

non sono poeta

sono il sogno

l’utopia

l’illusione dei versi.

Sono il carnefice

la vittima

il giustiziere

di me stessa.

Sono la condanna

l’espiazione

l’assoluzione

dei sentimenti.

Non sono poeta

sono ciò che il destino

ha forgiato

e

ai versi regalo

l’istantanea radiografia

delle percezioni.

Sono quella

che

hai voluto

che fossi

la tua penna

il calamaio

la tua ceralacca.

Non sono un poeta

ma

semplicemente

IO

«Qui spoglio la scrittura da ogni artificio: non cerco etichette, ma l’istantanea radiografia delle mie percezioni, l’incontro tra fragilità, sogni ed espiazione. Sono solo la penna, l’inchiostro e la ceralacca della vita vissuta.»

Il cuore del poeta

È il cuore del poeta

che cammina

tra la sabbia bianca

di sconfinate oasi,

che corre

tra distese di fiori

in filari variopinti

d’immense praterie,

e

al di sopra delle nuvole

raggiunge il sole.

È il cuore del poeta

che, tra le onde spumeggianti,

doma

oceani impazziti,

che al vento

dona i suoi ritornelli

composti col fuoco

della passione

e alle stelle,

dirette dalla luna,

ne lascia l’esecuzione.

È il cuore del poeta

che al passato

incatena le delusioni,

al presente

regala le soddisfazioni,

e al futuro

promette speranza.

È il cuore del poeta

che di te

disegna le forme,

colora l’anima

e immagazzina respiri

affinché,

nelle parole mai dette,

realizzi i sogni

in cui tu regni

incontrastato

sovrano.

«Do spazio alla forza trasformativa del sentimento. È il cuore che attraversa praterie, doma gli oceani in tempesta e impara a incatenare le delusioni al passato, per fare spazio a un futuro che sia promessa di luce e libertà.»

Libellula

Poesia

echeggiai

E tu

Libellula

mi disegnasti

Libellula

mi partoristi

Libellula

mi nutristi

Libellula

mi amasti

Libellula

ti chiamai

E tu

Poesia

rispondesti.

«È il mio dialogo intimo con la parola. La poesia diventa una creatura alata e leggera, capace di nutrirmi, amarmi e far nascere nuove emozioni: un richiamo a cui non so e non voglio resistere.»

OLTRE I VERSI

Se vi apprestate a leggere queste pagine, non cercate un autore distaccato dalla realtà. Cercate un compagno di viaggio che ha affidato alla carta ciò che gli occhi e il cuore non riuscivano più a tenere dentro.
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