Una fotografia dell’anima
Ogni poesia nasce da una percezione reale. È uno scatto che trattiene tutte le sfumature di un momento e le consegna alla memoria.

L’AUTRICE
«Non sono poeta. Sono una raccoglitrice di momenti.»
Scrivo per custodire ciò che il tempo rischia di portare via: emozioni, esperienze e istanti realmente vissuti.
01 · BIOGRAFIA
Maria Concetta Arezzi è una poetessa italiana, nata a Gela e attualmente residente a Udine. Proveniente da un contesto familiare difficile, ha trascorso i primi tredici anni della sua vita in collegi situati tra Caltagirone, Acireale e Catania.
Successivamente ha vissuto per altri trent’anni a Battipaglia (SA), dove ha conseguito il diploma per l’insegnamento nella scuola dell’infanzia, si è sposata e ha avuto tre figli.
Ha esordito come autrice con la raccolta di poesie Frammenti, pubblicata in modo indipendente. Dopo la separazione si è trasferita a Udine, dove ha lavorato come cassiera in un grande supermercato fino al raggiungimento della pensione.
Ha iniziato a scrivere poesie come forma di espressione personale, condividendo i suoi primi componimenti sulla piattaforma Facebook. Incoraggiata da un docente che ne ha riconosciuto il talento poetico e tradotto alcuni suoi testi in inglese, ha potuto affinare ulteriormente il proprio stile.
La sua opera ha attirato l’attenzione dell’editore egiziano Mhmoud Alazharey che, rimasto affascinato, ha curato la pubblicazione di alcune sue poesie, tradotte in arabo, nella raccolta dal titolo Gli echi e il mare.
Nel 2013 ha pubblicato con l’editore Campanotto E scrissi di…, un volume di circa duecento pagine che riflette la sua esperienza esistenziale e affronta tematiche di respiro storico e universale.
Grazie a quest’opera si è classificata al terzo posto nell’XI Premio Letterario Nazionale “Città di Mesagne”, sezione Poesia edita.
Nel 2016 ha dato alle stampe E la vita diventa poesia…, pubblicato dall’editore Gabriele Mercati, inaugurando la collana “Rime Incantate”.
Oltre alla scrittura, Maria Concetta Arezzi è attiva sui social media, in particolare su Facebook, Instagram e TikTok, dove continua a condividere le sue poesie e a dialogare con un pubblico sempre più ampio e interessato ai suoi progetti poetici.
02 · I MIEI PENSIERI
Riflessioni sul mio modo di sentire e di trasformare le percezioni in parole.
Non mi considero una poetessa nel senso tradizionale del termine: non parto da regole, metri o calcoli. Parto da ciò che sento.
Le mie poesie sono scatti di percezioni: fotografie istantanee di emozioni, esperienze e momenti realmente vissuti. Ogni verso nasce da qualcosa che ho visto, ascoltato, attraversato o custodito dentro di me.
Come una fotografia, anche una poesia può racchiudere tutte le sfumature di un istante. Le parole diventano allora un luogo: uno spazio in cui fermare ciò che altrimenti passerebbe, e in cui anche chi legge può riconoscere un frammento di sé.
“Non sono poeta” è il testo che più mi rappresenta: non una negazione della poesia, ma il modo in cui dichiaro il mio rapporto con essa. Scrivere, per me, significa ascoltare una percezione e lasciarla diventare parola.
Da questo modo di sentire nasce Rimembranze d’Inchiostro: sette volumi, sette percorsi, un unico filo fatto di memoria, emozione, realtà e immaginazione.
Ogni poesia nasce da una percezione reale. È uno scatto che trattiene tutte le sfumature di un momento e le consegna alla memoria.
Le mie rime non vengono dal calcolo. Sono riflessi spontanei di stati d’animo, un dialogo naturale tra ciò che sento e ciò che riesco a esprimere.
Quando una parola incontra chi legge, il luogo interiore da cui è nata non appartiene più soltanto a me: diventa uno spazio in cui riconoscersi.

03 · DEDICA
A chi ha creduto in queste parole prima ancora che prendessero forma, camminando al mio fianco passo dopo passo.
Senza il tuo sostegno costante, la tua forza e il tuo incoraggiamento a non mollare mai, questa collana non avrebbe mai visto la luce.
Questo cammino porta il tuo respiro.
Sette percorsi poetici, un’unica voce.
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